top of page

GLI AIUTI DEL GOVERNO

Massimiliano Consagra

 

Dopo duri e rigidi mesi di lockdown in cui la maggior parte delle aziende private hanno sofferto in silenzio, nel periodo estivo, grazie agli allentamenti delle misure di ostacolo alla propagazione del COVID-19 , sono riuscite almeno a lavorare(ovviamente con organici ridotti e con un ristretto numero di clienti). Adesso però, a causa della seconda ondata di contagi, e quindi a nuove restrizioni, si ritrovano quasi nelle stesse condizioni del primo lockdown(soprattutto in alcune regioni). Proprio per questo motivo vari settori dell’economia sono scesi in piazza a protestare per il mancato aiuto da parte dello stato in questo momento di crisi sia sanitaria che economica; proteste inizialmente pacifiche dove però oltre alla gente per bene si possono trovare esponenti dell’estrema destra, no mask, no 5G… Insomma ai commercianti si aggiungono persone con l’unico obbiettivo di creare disordine, caricare la polizia, spaccare le vetrine dei negozi. Questa naturalmente non può essere una giustificazione o una rassicurazione: quando si scende in piazza un motivo c’è. Questa volta è la disperazione: la disperazione di un padre di famiglia che, nonostante le difficoltà tutte italiane, ha puntato tutto sul suo negozio, sul suo bar, sul suo ristorante e adesso non sa più come arrivare a fine mese.

Finora il settore terziario ha perso circa 30 miliardi di euro di fatturato a causa del lockdown e dei suoi strascichi (fonte Fipe-Confcommercio). Ma gli indennizzi del decreto Rilancio non hanno superato i 6 miliardi. Proprio per questa insufficienza delle risorse stanziate, il Consiglio dei Ministri del 27 ottobre ha approvato il cd. “Decreto Ristori” che introduce ulteriori misure urgenti per la tutela della salute e per il sostegno ai lavoratori e ai settori produttivi, nonché in materia di giustizia e sicurezza connesse all’epidemia da COVID-19.

“È un decreto che vale complessivamente oltre 5 miliardi di euro, che saranno utilizzati per dare risorse immediate a beneficio delle categorie degli operatori economici e dei lavoratori che sono direttamente o indirettamente interessati dalle misure restrittive di questo ultimo Dpcm”, come detto dal presidente Conte. E ancora una volta le risorse garantite dallo stato si sono dimostrate insufficienti. Il 7 novembre il governo firma il decreto ristori bis; il provvedimento vale oltre 2 miliardi e sospende trattenute e pagamenti Iva di novembre per tutte le attività nelle zone rosse; nelle zone arancioni e gialle solo per le attività chiuse.Ma il 16 novembre la ministra del lavoro, Nunzia Catalfo dice:“ Il Governo è pronto a stanziare altre risorse per eventuali nuovi ristori, anche con un Ristori Ter e, eventualmente, con un nuovo scostamento di bilancio. Siamo in grado di confermare che tutti saranno aiutati, in questo momento difficile per il Paese.” Quindi il governo a modo suo sta cercando di non “lasciare indietro nessuno” come ripetono spesso il presidente del consiglio e i suoi ministri.

Per concludere servirebbe una riforma fiscale coraggiosa che aiuti l’economia italiana a ricominciare, anzi a cominciare visto che siamo pressoché fermi dal 2011.

 

Massimiliano Consagra, IV^ G

תגובות


Post: Blog2 Post

©2020 di Giornalino "Obbiettivamente". Creato con Wix.com

bottom of page