
Da cosa nasce questa rubrica sul femminismo, cosa ci ha spinte a parlare di un tema tanto intricato quanto interessante ed attuale?
Prima di tutto per informazione, poiché si parla ancora troppo poco di questo argomento. I ragazzi di oggi non comprendono quale sia il vero significato della parola “femminismo”, spesso interpretato come quel movimento di donne che rivendicano la supremazia del genere femminile.
Nonostante l’etimologia potrebbe apparentemente essere sbagliata (ma non ci addentreremo in questo discorso), nella realtà dei fatti, il femminismo si riferisce a quel gruppo di persone (non solo donne) che si battono per la parità di entrambi i sessi.
La dottoressa Simona Destro Castaniti, specializzata in diritti umani, sostiene: “Penso che in tempi recenti si sia persa di vista quella che è l’essenza vera e propria dei movimenti femministi, che sono movimenti che nascono con l’ideale di riportare la parità dei diritti e di doveri tra uomo e donna”.
L’altro motivo che ci ha spinte a trattare questo argomento è il necessario bisogno di parlare, di raccontare le nostre storie, storie in diversi ambiti della cultura che magari riusciranno a far aprire gli occhi sul mondo in cui viviamo anche ad altre persone.
Nella società di oggi, apparentemente all’avanguardia, crediamo sia davvero importante avere una mente aperta e navigare fra le migliaia di falsità che girano su Internet per estrapolare ciò che è vero da ciò che non lo è.
Sapete cos’altro crediamo che sia importante? L’uguaglianza.
Allora, perché, nel 2020, dobbiamo ancora sentire che una donna, a parità di esperienza e preparazione, ha meno possibilità lavorative solo perché, a differenza di un uomo, può rimanere incinta da un momento all’altro? Perché dobbiamo leggere statistiche su statistiche che affermano un gender pay gap (letteralmente un divario di genere nella busta paga) tra uomini e donne del ben 23,7%?
Tutto ciò non deriva altro che da un’istituzione di governo di tipo patriarcale che, nonostante ciò che lascia credere, è ancora radicata in Italia e nel mondo intero.
Forse il problema nasce fin da quando siamo bambini: per le femmine fiocco rosa, per i maschi blu; le bambine devono giocare a prendersi cura della casa, con la cucina giocattolo e non possono arrampicarsi da nessuna parte, i bambini invece devono farsi sempre valere e non mostrarsi mai piangere, perché è una cosa da femminucce. Questi atteggiamenti vengono trasportati al “mondo degli adulti”. Nonostante le cose negli ultimi decenni siano(seppur minimamente) cambiate, siamo ancora indotti a credere a questi concetti. La verità è che siamo stati abituati male, fin da piccoli, con quelle frasi fatte che abbiamo sicuramente sentito dai nostri genitori o da terzi. Allora come abbiamo fatto ad avvicinarci al femminismo?
Ci siamo ritrovate dell’idea comune del femminismo come una caratteristica intrinseca in noi. Fortunatamente, fin da bambine, siamo cresciute in un ambiente dove ci hanno insegnato che noi, come individui, potessimo fare qualunque cosa e raggiungere ogni obiettivo.
Con l’avvento dei social e con i mezzi telematici a nostra disposizione è stato facile scoprire di non essere le sole a ritenere molte azioni di vita quotidiana delle ingiustizie, e per questo l’informazione diventò fondamentale, non solo più attraverso i social, ma sorprendentemente anche grazie alla scuola e all’istruzione.
È per questi motivi che riteniamo importantissimo aprire gli occhi, non soltanto ai nostri coetanei, ma a tutti coloro che leggono il giornalino di Obbiettivamente sulla tematica del femminismo, con la speranza di arrivare all’uguaglianza per un futuro migliore.
Articolo di Chiara Lo Nigro, V^A
Germana Vitale, V^E
Costanza Stassi, IV^O
Illustrazioni di Flavia Caputa 1^C
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