
Se lo avesse detto di Michelle Obama oggi sarebbe venuto giù mezzo mondo. E invece, siccome a essere definita “escort” in diretta tv dal giornalista Alan Friedman è stata Melania Trump, allora si può anche tollerare o al massimo fare spallucce. Così non va bene!
Perché quando a essere colpita è una donna in quanto tale allora non devono, non possono prevalere sulla nostra indignazione simpatie, preferenze e distinguo. Perché questo farebbe di noi degli ipocriti. Questo gesto, per fortuna, non è passato inosservato; infatti c’è una Condanna unanime della politica per la frase di Alan Friedman che, nella puntata di Uno Mattina su Rai 1 del 19 gennaio, ha definito l’ex first lady Melania Trump “una escort”. Il 21 gennaio il giornalista americano, intervistato a "L’Aria che tira" su La7, si è scusato parlando di “una battuta infelice e di pessimo gusto”. La vicenda è comunque arrivata in Vigilanza Rai dove è stato convocato per il 26 gennaio il direttore di Rai 1 Stefano Coletta.
“Surreale che Friedman non si sia scusato immediatamente per le gravi parole pronunciate, aspettando le polemiche per poi dare la sua versione”, ha scritto su Twitter la leader Fdi Giorgia Meloni lamentandosi che “nessuna paladina del femminismo sia intervenuta”. Ma in realtà le condanne sono state unanimi. Infatti poco dopo la deputata si è espressa l’ex presidente della Camera Laura Boldrini:“ Il linguaggio eccessivo e offensivo, che colpisce soprattutto le donne, è un male di questo tempo che va combattuto”, ha scritto su Twitter. Melania è stata definita la escort di Donald Trump, suo marito, in diretta sulla tv pubblica, da un giornalista che poi per correggere il tiro ha detto:“ Non volevo offenderla, intendevo dire "accompagnatrice" ."
Per lui dire che Melania Trump è una “accompagnatrice” è meglio di escort?! Melania Trump in quel momento era l’ex first lady, moglie del presidente Trump. Una moglie NON è un’accompagnatrice. Anche se non condivido alcune delle sue idee, certamente non condivido la violenza su di lei, in quanto donna, in questo caso in quanto moglie di un ex presidente degli Stati Uniti d’America, forse il nostro alleato più importante e potente.
Se non la pensassi così, sarei in fondo come chi porta avanti il sessismo, intolleranza verso chi la pensa diversamente da sé stesso.
E comunque vorrei concludere con due riflessioni per Friedman:
1) una moglie non è una accompagnatrice.
2) una escort è comunque una donna e come tale merita rispetto.
Vincenzo Galioto, IV^P
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